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"La Musica, può essere piccola come un seme di senape, oppure grande come l'universo. Se le canzoni nascono pensando col cuore e non al portafoglio, riescono a germogliare fino al cielo, come il fagiolo magico della favola. Il senso di questo lavoro, è che l'energia nasce da dentro, prepotente e luminosa, per un fine benefico e supera, con la sua ingenua purezza, la patina di perfezione dei lavori "professionalmente" standard. Per sentire bisogna ascoltare e per capire a volte non occorre pensare, basta lasciarsi andare. Buona ascolto e buona fantasia." (Goran Kuzminac)
I commenti alle canzoni contenute nel cd "Lenta Velocità":
ALLA DERIVA - Alla deriva...ovvero quella deriva in cui spesso ci ritroviamo quando viviamo delle sensazioni forti, intense con la nostra lei .oppure con la lei di qualcun altro, dipende dalle situazioni contingenti, insomma...
LA CITTÀ LONTANA - E' una canzone che parla di libertà, quella libertà che molti, soffocati da regimi e ideologie, si sono ritrovati a cercare ed ottenere nel modo più becero: con l'inganno di uomini che promettevano un futuro migliore se solo erano disposti a tradire compagni di sventura..il testo si riferisce nello specifico ad un dissidente cubano a cui è stato promessa una vita agiata all'ombra di una nuova identità se solo faceva i nomi di altri dissidenti ...questi dissidenti sono spariti nel nulla una volta giunti a destinazione...Una libertà che ci è stata promessa giocando col destino di altre persone sarà sempre una prigione.
LENTA VELOCITA' - Questo ossimoro è..come dire..uno sfogo personale sul fatto di come oggi ci si riduca a dover correre dietro a tutto, al lavoro, alle idee, ai giudizi di chi ci guarda...il fatto è che nonostante tutta questa velocità le cose cambiano in modo molto lento, quasi impercettibile....i riflettori sono puntati sempre sui soliti personaggi che fanno quello che vogliono, ci dicono cosa dobbiamo fare, dove andare, cosa mangiare, che siamo tutti ricchi.... Curiosità: pensiamo che questo sia il brano che più rappresenta il cammino dei Delta svolto in questi anni di musica....è stata sicuramente la canzone che più ci ha fatto penare, che più ci ha portato via tempo e poi , di botto è uscita così come la sentirete....è un bel salto nella musica con cui siamo cresciuti..ci sono velati omaggi ad alcuni gruppi storici nel panorama rock..se vi va cercateli da soli....
TANGO AL VELENO - Se il primo brano era alla deriva questo potrebbe essere il naufragio completo....sei lì, solo, al banco di un bar mentre intorno a te si balla...il tango....se poi ti ritrovi adocchiato da uno schianto di donna e poco dopo te la ritrovi tra le braccia durante un habanera molto sensuale..beh..è concesso non capire più niente....
VITE IN STRADA - Ovvero vite che si muovono che tra i disagi e le difficoltà e che spesso trovano più facile nascondersi nel branco dei propri simili piuttosto che cercare di distinguersi.. A volte basta magari solo un po' di coraggio e la forza di un sorriso per capire che non tutto è sempre e solo grigiore.
ELETTRICO BLUES - Alla deriva ..l'approccio con lei...tango al veleno, il vulcano che esplode..elettrico Blues la dura realtà di noi comuni mortali..lei ti lascia lì ad aspettare e tu....alla fine ti ritrovi al bar con la solita birra in mano...e in queste situazioni cosa c'è di meglio se non un blues???
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25 anni di carriera... e un nuovo inizio.
Ormai è un dato di fatto: il panorama del progressive italiano è pieno di misteri e di tesori nascosti, la scoperta dei fiorentini Goad (30 anni di gloriosa attività e nessuno che se ne sia accorto...) la dice lunga. E la dice altrettanto lunga l'incontro con i Delta, longeva formazione di Varese. Nascono - pensate un po' - nel 1981, quando la parola prog faceva nascere rossori, sia di imbarazzo che di emozione. Ascoltano la PFM, se ne innamorano e nasce il loro gruppo: ci mettono 24 anni per confezionare un disco ma poco importa.
Già dal titolo ("Lenta velocità") si intuisce che i ragazzi fanno le cose piano e per bene: l'album esce nel 2005, sotto il "patrocinio" della PFM che firma le note di presentazione (ma è presente anche un toccante contributo di Goran Kuzminac). Si vocifera che la band sia
pronta ad un nuovo album, orientato con maggior decisione alle sonorità del prog, mentre questo disco d'esordio è sicuramente figlio del pop-rock anni '80.
Elegante, spesso sofisticato, abile nel mescolare jazz, blues, funk, canzone d'autore e rock, "Lenta velocità" è un lp che trova in pezzi come "Alla deriva" e "Vite in strada", l'incisivo rock della title-track, il fumoso finale di "Elettrico blues" i propri punti forti. Un po' PFM-Banco anni '80, il settetto varesino ha una buona tenuta strumentale e mette in campo una sorta di pop-fusion alla Steely Dan, con la calda voce di Cico e il buon gioco fiati-chitarre-synths, che a tratti si danno da fare per "scombinare" la tranquilla struttura dei pezzi. Segnaliamo anche il mood notturno di "La città lontana" e la raffinata canzone "Tango al veleno".
Album breve che riassume con difficoltà una carriera ultraventennale, "Lenta velocità" altro non è che un piacevole biglietto da visita. Buone nuove arriveranno presto.
Recensito da Donato Zoppo
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